NUOVO ORDINE NAZIONALE

Movimento politico fascista.
domenica, 11 maggio 2008

CONVEGNO INDETTO DAL COMITATO "FOGGIA CITTA' MARTIRE"

Si è tenuto ieri, 10 maggio 2008, il convegno sul tema." L'Italia sotto il terrore anglo-americano".

Diversi sono stati gli interventi rivolti ad una sala attenta ad ascoltare le atrocità commesse dai cosiddetti "liberatori".

I diversi relatori hanno contribuito, con le loro parole, ad ampliare una conoscenza di cui, per molti versi, i cittadini foggiano erano carenti.

Le parole di Maurizio L'Episcopia, Giuseppe Martorana, Nicola Cospito, Adriano Rebecchi, Carlo Morganti, ed alcuni ospiti presenti in sala, tra i quali Alfonso De Santis, autore di un libro emozionante e struggente che ha messo in luce nei dettagli i diversi momenti di quei terribili giorni, sono stati recepiti nel più assoluto silenzio e nella commozione di molti degli astanti.

Alfonso De Santis, prendendo la parola, è stato capace di far sentire, ancora una volta, lo strazio di quei giorni. Ha fatto rivivere un sacrificio dimenticato o, spesso, ignorato dalla stragrande maggioranza della popolazione foggiana.

Giuseppe Martorana, ha descritto una vicenda particolare di cui molti non erano a conoscenza. Una vicenda che ha toccato e sorpreso diverse persone in sala, quella riguardante l'atroce morte di centinaia, se non migliaia, di persone che si  erano trovati imprigionati nei sottopassaggi della ferrovia della città, nella speranza di trovare la salvezza. Ed invece sono andati incontro all'appuntamento con la morte. Una morte atroce causata dallo scoppio di alcuni vagoni cisterna pieni di benzina che si è rivesata all'interno dei sottopassaggi uccidendo tutte le persone che erano rimaste intrappolate dai detriti e dalle macerie provocati dalle bombe.

Nel ricordare l'immane tragedia non si è potuto fare a meno di mettere in luce anche gli aspetti negativi e le ombre gettate sulla dignità e sul rispetto di quei morti da parte di alcuni dotti locali quali il gironalista Filippo Santigliano, il prof. Francesco Saverio Russo e il direttore della Biblioteca dove è stata tenuta la conferenza, il dott. Franco Mercurio, quest'ultimo noto esponente di Rifondazione Comunista.

Nicola Cospito, invece, ha letto una lettera che era stata spedita al Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, con la quale si chiedeva di valorizzare i giorni di quell'olocausto e di promuovere una conoscenza maggiore di quegli eventi. Il Capo dello Stato, come lo stesso Cospito aveva previsto, non si è degnato di rispondere, dimostrando così di essere, nella sua inesistente imparzialità, il rappresentante di una sola parte del popolo italiano.

Toccante, infine, come abbiamo detto prima, l'intervento di Alfonso De Santis il quale si è ripromesso di ultimare un altro libro che narra delle vicende di quei giorni e chiedendo a Giuseppe Martorana, direttore de "Il Popolo D'Italia", di poter inserire in quelle pagine parte dell'intervento da lui pronunciato, cosa che ha trovato il consenso dell'interpellato.

Chiunque voglia approfondire la sintesi di questa relazione potrà collegarsi al sito
http://www.nuovo-ordine-nazionale.org e cliccare sul logo del movimento presente sulla sinistra dello schermo, nel riquadro con la descrizione:" Discorsi del Segretario Nazionale".

Un'ultima considerazione riguardante l'evento. Il Nuovo Ordine Nazionale ha voluto dare il suo contributo sottolineando gli sforzi non di poco conto compiuti dal Comitato per Foggia città martire e da Alfonso De Santis, il quale sta cercando di raccogliere il necessario per poter far erigere un monumento ad imperitura memoria dei quasi 22.000 morti massacrati dalle bombe anglo-americane.

In funzione di questo, è da evidenziare non solo il fatto che Foggia non ha un monumento ai suoi caduti civili, ma anche il fatto che, alla mancanza di memoria visiva, cosa che, nel tempo, cancella anche quella mnemonica, le istituzioni hanno sopperito con l'erezione di una statua ai fratelli Biondi, morti nel 43, tra le bande partigiane che infestavano l'Abruzzo.

Peraltro, sulla morte dei fratelli Biondi, partiti da Foggia per motivi a tutti sconosciuti, esiste un vero mistero in quanto non è dato sapere con certezza neanche il luogo della loro morte avvenuta, in base al racconto di un partigiano, durante un conflitto a fuoco contro i tedeschi.

Nell'incertezza dell'avvenimento e dell'appartenenza effettiva e volontaria dei due fratelli alle bande di cui sopra, l'ANPI ha chiesto ed ottenuto il monumento ai due caduti e non solo. A loro nome è stata intitolata anche una via della città.

Dei 22.000 morti civili, invece, ammazzati grazie agli interventi aerei dei "liberatori", si è costretti,  tutt'oggi, a fare sforzi enormi affinchè non cada nell'oblio il loro ricordo al quale è legato indissolubilmente il tributo di sangue pagato da una popolazione inerme e non colpevole di quanto stava accadendo.

A detta degli stessi alleati, Foggia, era stata colpita non solo per la sua posizione strategica ma, maggiormente, perchè doveva essere "coventrizzata", termine che stava ad indicare che gli alleati avevano colpito Foggia così duramente perchè era stata scelta quale città sulla quale far cadere il flagello della vendetta che doveva pareggiare i conti con i bombardamenti che la città inglese di Coventry aveva subito dagli aerei tedeschi.

Non solo. Foggia fu fatta oggetto di bombardamenti pesanti, anche dopo l'8 settembre, ovvero nei giorni successivi alla firma di resa dell'Italia e al patto di nuova alleanza con chi continuva ad uccidere impunemente e senza più alcuna giustificazione di sorta.

Il Convegno tenuto a Foggia ha voluto ricordare anche questo.

postato da SegreteriaNON alle ore 16:24 | Permalink | commenti (1) / commenti (1) (pop-up)
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Commenti
#1   16 Maggio 2008 - 14:16
 
Il convegno è stato ripreso da un settimanale locale il quale ha citato i nomi dei relatori e il tema del convegno.

Una cosa davvero inusuale per un giornale che, di solito, non ama dare voce a certi ambienti politici e/o culturali, prediligendo quelli che usano, come strategia di lotta politica, l'attacco a tutto e tutti, sistema tanto caro a certi antagonismi anarchico comunisti.

In questo caso, però, il suddetto periodico ha dato spazio, senza che venisse richiesto, ad un tema che, nel bene o nel male, ha visto coinvolta tutta la cittadinanza foggiana, o meglio, i discendenti di coloro che oggi abitano la città della Capitanata.
utente anonimo

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Il Nuovo Ordine Nazionale non è un movimento qualunque. E' un movimento fascista. Non usiamo la violenza per divulgare le nostre idee, ci basta poter parlare con il popolo. Non siamo quelli che i partiti antifascisti, cosiddetti "democratici", dicono di noi, siamo l'esatto contrario. Non dobbiamo giustificare le nostre azioni passate perchè la storia insegnata è stata volutamente artefatta. Non crediamo nella democrazia partitocratica, ma in quella del singolo partito composto da correnti di pensiero. Non abbiamo come meta il potere politico, esso è solo una nostra tappa. Non crediamo nella necessità di allearsi con chi offre di più perchè riteniamo più importante l'ideale al quale si rifà l'alleato. Non aiutiamo i piccoli partiti del sistema a rimanere ancorati alle loro poltrone con alleanze elettorali che vengono sciolte subito dopo le avvenute votazioni, perchè riteniamo questi i principali fautori della nostra disgregazione politica. Non attacchiamo mai per primi, ma difendiamo fino all'ultimo le nostre idee. Non intendiamo combattere il sistema dall'interno, ma lottiamo affinchè esso venga fermato ed eliminato. Non abbiamo la protezione dei poteri politici, massonici e mafiosi, ma abbiamo il coraggio di affrontarli.


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