NUOVO ORDINE NAZIONALE

Movimento politico fascista.
sabato, 29 marzo 2008

Un uomo chiamato vanesio

Tra gli inutili, gli indifferenti e gli incompetenti, tra coloro che non avrebbero mai dovuto detenere cariche politiche, (men che meno quella di ministro), e che, avendole ottenute, gli dovrebbero essere tolte alla pari di come si degrada un generale sul campo, c'e' Alfonso Pecoraro Scanio, la cui prima parte del cognome dice già tutto.
 
Quando si parla di dimissioni di certi politici per i fatti accaduti nella capitale partenopea e provincia, riguardante la questione della spazzatura, (ma non solo), si dovrebbe estendere la proposta oltre ai soliti nomi di Bassolino e Jervolino anche ad altri super responsabili.
 
Qui ci dovrebbero andare di mezzo un po' tutti ma in particolare il ministro di Grazia e Giustizia che non ha lavorato di concerto con il Ministro degli Interni.
 
Insieme avrebbero potuto emanare dei decreti, o proporre delle leggi d'emergenza, lavorando in collaborazione e facendo scattare, il primo delle sanzioni penali ed il secondo degli interventi mirati sul territorio.
 
Ma tutto è rimasto fermo. Mastella, forse, stava cercando di acquistare un'altra casa a poco prezzo e Amato stava ancora gongolandosi per la legge di qualche anno fa, di sua creazione, con la quale è riuscito a scippare il sei per mille dai conti correnti degli italiani.
 
Altro imputato d'onore è Pecoraro Scanio. Forse è il ministro che, per eccellenza, dovrebbe essere rimproverata questa emergenza.
 
Se avesse avuto un briciolo di dignità si sarebbe auto sospeso dalla carica ministeriale, avrebbe indossato gli abiti dell'operatore ecologico, (ex spazzino) e sarebbe sceso per le strade napoletane a dare una mano per limitare i disastri compiuti anche dalla sua indifferenza, incompetenza e vanità nel preoccuparsi solo di come appare in tv.
 
A Porta a Porta infatti, dopo la fine di una trasmissione dove Bassolino ha fatto una magra figura e, dietro di lui, si era accodato Pecoraro Scanio, il ministro dell'Ambiente si è preoccupato di chiedere ai suoi collaboratori come era andato.
 
Un ministro che chiede una cosa del genere da evidenti segni di insicurezza ed incapacità nel gestire se stesso, figuriamoci i problemi che gli competono.
 
Pecoraro Scanio è conosciuto, ormai, come l'uomo che ride e come "Mister No".
 
La prima definizione nasce da una serie di circostanze. La prima deriva da un fatto tragico. Ai funerali di tre caduti a Nasseriya il ministro dell’Ambiente fu fotografato sorridente mentre era in chiesa.
 
Successivamente, precisamente il 23 settembre 2007, a New York, mentre Prodi e D'Alema concordavano con gli americani il blitz da effettuare per liberare gli agenti segreti catturati dai talebani, nello stesso grattacielo Pecoraro Scanio veniva fotografato mentre usciva dal 27esimo piano dell' Hotel Millennium, dove c'e' un imponente piscina da dove si possono ammirare le luci di tutta la città.
 
Alla faccia del comunistazzo e dell'amore per gli operati e dei proletari in genere.
 
Cosa potrà mai interessare a Pecoraro Scanio la montagna di immondizia campana, visto che, mentre a Napoli si rischiano epidemie e risse tra polizia e carabinieri da una parte, (che difendono anche il Pecoraro mentre si diletta nelle piscine hollywoodiane), e la popolazione oramai al limite della sopportazione dall'altre, il ministro si preoccupa di guardare dall'alto di un grattacielo il panorama di una città americana, (forse la stessa che in gioventù avrebbe voluto radere al suolo per ciò che, nel contesto del suo ideale, rappresentava)?
 
Ma vediamo, ora, di cosa è stato capace questo personaggio della politica, quale apporto ha dato all'ambiente, quali posizioni ha preso e cosa ha fatto per la tranquillità, il benessere e la salute degli italiani.
 
Oggi il Pecoraro è d'accordo sull'intervento dell'Esercito. Strano. Fino a pochi giorni prima era tutto solidale con la parte avversa, ovvero con i manifestanti.
 
Oggi dice che l'Esercito è necessario, e si dimentica di fare un "mea culpa" per la necessità di quell'intervento d'emergenza, cosa che è dovuta anche, e soprattutto, alle sue prese di posizione, più precisamente ai suoi ripetuti, costanti e incessanti..NO!
 
No agli inceneritori
No al decreto del governo per istituire quattro nuove discariche
NO, in particolare alla discarica di Serre.
No alle cariche per liberare i blocchi stradali.
No al vertice NATO a Napoli
No al fumo nei parchi napoletani se nel raggio di vista del fumatore questi scorge una donna incinta o un bambino, (oggi a Napoli i fumatori dovrebbero andare in giro con un macchinario simile al metal detector, secondo il Pecoraro).
 
Oltre ai "no" nel napoletano Pecoraro ha continuato nell'esprimere la negazione anche in altri campi, alcuni dei quali sono davvero di notevole "importanza vitale"
 
NO agli ogm
No all'intervento italiano in Afganistan
No al ponte sullo stretto di Messina
No al tunnel della Valsusa
No alla pesca del tonno
NO all'Albero di Natale
 
 
A dire la verità, e per dare a Pecoraro ciò che è di Pecoraro, bisogna anche dire che qualche si l'ha detto. Eccoli:
 
Si alla nomina a "patrono del pesce azzurro" di Gigi D'Alessio
Si per Claudio De Biasio come subcommissario per i rifiuti, (De Biasio subito dopo la carica concessa dal Pecoraro è stato arrestato)
Si al museo per il mandolino
Si alla lotteria da abbinare al festiva di Sorrento
Si alla cattedra di agraria a Cassino
Si al contratto per gli operatori Shatsu
Si per la difesa dei Pitt bull
Si per la difesa contro la sparizione dei gelati Algida nel napoletano
Si all'adozione delle pecore sarde
Si alla proclamazione della pizza quale patrimonio dell'umanità
Si in favore del Brasile per la questione sui grandi cetacei
 
Ecco le favolose opere di un ministro indimenticabile, di estrazione comunista, che ha dato al Paese tanti no e tanti si importantissimi. Soprattutto i si hanno cambiato la vita dell'Italia e del mondo intero.
 
Una persona davvero qualificata che, però, non sa distinguere una mucca da un toro, come è successo quanto è stato in visita alla fattoria modello ai tempi in cui vestita gli abiti di ministro dell'Agricoltura, (e per fortuna che era ministro).
 
Poi i gay fecero del Pecoraro la loro bandiera. Capirono che in lui c'era qualcosa che lo accomunava a loro. E così, un bel giorno, alcuni gay si presentarono in corteo sotto il ministero gridando:" Pecoraro vieni giù, che sei frocio pure tu".
 
Ammettendo la sua bisessualità, probabilmente, scese. Come andò a finire, non ci è dato sapere.
 
Uomo di mondo, (e di spettacolo al pari dell'ibrido Luxuria), il Pecoraro è stato capace di entrare nel guinness dei primati per il numero di dichiarazioni trasmesse all'ANSA. Ben 2627 fino al 2004. A Porta a Porta, invece, risulta essere il secondo ospite più invitato dopo Bertinotti, più di 50 apparizioni.
 
Davanti a tutta questa grazia di Dio, come si potrebbe non essere vanitosi? E il Pecoraro lo è oltre misura. Di se stesso dice:" E' che io funziono, (riferendosi alle apparizioni televisive). Si sono vanitoso, è vero, ma a modo mio. La mia vanità non è nell'apparire, è nel persuadere. Conquistare le anime e le intelligenze, vedere l'interlocutore battuto, l'ascoltatore sedotto: ecco la mia vanità".
 
Più che vanità questa si potrebbe chiamare, egocentrismo, smania di protagonismo e arrogante superbia.
 
Ma qualunque cosa essa sia, il Pecoraro è pur sempre il ministro dell'Ambiente, carica che sancisce precise responsabilità di cui, probabilmente, si è scaricato insieme all'immondizia.
 
E intanto Napoli muore sotto le montagne dei rifiuti accatastati in onore della sua vanità.
postato da SegreteriaNON alle ore 22:44 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
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