NUOVO ORDINE NAZIONALE

Movimento politico fascista.
sabato, 20 giugno 2009

Paese e candidati da terzo mondo.

Ciò che accade in questa città ha dell'incredibile. Alle alleanze tenute coperte fino all'ultimo momento, scatole di cartone con tanto di timbro del seggio di provenienza che vengono ritrovate nella spazzatura, si aggiunge, ora, il ritrovamento di una scheda elettorale appartenente alla circoscrizione Nord (Arpi - Croci), trovata da un cittadino e consegnata alla sezione del Nuovo Ordine Nazionale.

 

La scheda non riportava, né timbro della sezione di appartenenza, né voto. Si presentava integra e vergine. Chi ha voluto consegnarci la prova di una conduzione, a dir poco, dubbia di queste elezioni, non ha voluto rivelare il propri dati. Ha solo affermato, prima di dileguarsi, che di quella scheda avremmo saputo farne buon uso.


E così è stato. Dopo aver dato comunicazione alle emittenti locali abbiamo provveduto a contattare la D.I.G.O.S. alla quale abbiamo consegnato il "corpo del reato".

 

Quanto è stato ritrovato non dovrebbe passare inosservato alla magistratura, la quale, pare, non vuole ancora pronunciarsi ufficialmente nonostante i precedenti ritrovamenti di materiale elettorale e gli esposti che sono giunti da più parti, compreso il nostro relativo alla sparizione di numerosi biglietti per la partita Benevento - Foggia che erano stati acquistato da due candidati consiglieri.

 

Che qualcosa di poco chiaro vi sia stato in questa competizione elettorale è ormai cosa appurata. Meno chiari sono i silenzi, compreso quello della Commissione elettorale centrale.

 

Possibile che nessuno si sia accorto della sparizione della scheda? Possibile che nessun presidente di seggio abbia verbalizzato e giustificato tale sparizione? E poi, è solo quella scheda ad essere sparita o ce ne sono altre? Insomma, torna il conto tra schede presenti all'inizio delle votazioni e schede tornate dopo le votazioni?

 

Troppe cose rimangono nascoste e taciute. E ciò non giova alle autorità preposte che, invece di denunciare pubblicamente l'accaduto, preferiscono trincerarsi dietro un silenzio che lascia pensare ad un tentativo di insabbiamento della questione.

 

Se vi sono state delle omissioni, errori, azioni illecite, brogli e quant'altro, la popolazione ha il diritto di saperlo in quanto è la prima ad essere stata danneggiata nei suoi diritti elettorali. Non ultimi i candidati sindaci, i quali di fronte alle situazioni poco chiare ormai messe in palese evidenza, cominciano a fare il paio con i numeri dei voti mancanti che avrebbero dovuto ottenere.

 

E di fronte a questo caos elettorale nella quale Foggia è sprofondata, meritando di essere additata come la succursale di un paese da terzo mondo, continuano le svendite di quei candidati sindaci che, prima del ballottaggio hanno dato volutamente una falsa immagine di se stessi, salvo poi svendere ideali e dignità recandosi alla corte di uno dei due contendenti rimasti.

 

Dopo l'ex camerata Lucia Lambresa, scopertasi vicina agli ambienti di sinistra, ora è la volta di Gaetano De Perna e Rosa Schena, due persone che hanno fatto di tutto per contraddistinguersi dagli altri denunciando ipocritamente imbrogli ed incapacità della destra quando della sinistra.

 

Anche nel loro caso il castello di cartone che si erano costruiti attorno è caduto di fronte all'allettante idea di potersi sedere su una comoda e remunerata poltrona concessa pietosamente da Enrico Santaniello.


De Perna, militante nel MPA, partito fondato da Lombardo, intimo amico del mangiatore di cannoli, Cuffaro, ha dimostrato di seguire la linea dell'interesse personale ad ogni costo, linea sancita dal suo segretario ex pupillo di Berlusconi dal quale ha imparato come fare i propri interessi a discapito della collettività.

 

La seconda, militante di Forza Nuova, ha scambiato tale movimento per il mezzo con cui raggiungere  i propri desideri, supportata, per di più, da un  dirigente provinciale che ha al suo attivo il fallimento di un'azienda avvenuto negli anni 80 ed oltre 132.000,00 euro di cambiali che avrebbe dovuto pagare dal 2004 al 2007 ma che, invece, ha preferito mandare in protesto, (la documentazione di quanto affermiamo è in nostro possesso).

 

C'e' da chiedersi come sia possibile che una persona come la Schena, che esercita la professione di avvocato, abbia accettato di essere spalleggiata da un simile individuo la cui presenza, invece, avrebbe dovuto mettere in grave imbarazzo non solo lei, ma anche coloro che, fino ad oggi, hanno seguito una persona così spregiudicata e priva di ogni senso morale e civile.

 

Ma è anche verosimile che, in Forza Nuova, siano solo questi due personaggi a seguire il suono del piffero magico di Santaniello. Gli altri militanti, se conosciamo bene il movimento di Roberto Fiore, avranno già preso le dovute e debite distanze da chi sta tentando di svendere ideali e dignità per un tozzo di pane che gli possa consentire di sopravvivere per i prossimi 5 anni.

 

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venerdì, 19 giugno 2009

Oscenità taciute.

Le oscenità di cui sono capaci le persone non conoscono limiti. A volte supponiamo, per nostra cultura o per modo personale di valutare certi ambienti, che in determinati luoghi quali, in questo caso, le commissioni elettorali, ovvero degli "enti" statali preposti alla supervisione sulla regolarità dello svolgimento e del conteggio delle elezioni, siano esclusi da simili comportamenti. Invece è proprio lì che avvengono quellipeggiori, supportati come aggravante, da un'omertà ributtante, che sembra essere la stessa che si riscontra negli ambienti mafiosi.

Ecco i motivi che ci inducono a commentare l'accaduto in questi termini.

Una persona è entrata nella sezione del Nuovo Ordine Nazionale di Foggia e ci ha consegnato una scheda elettorale di circoscrizione che aveva rinvenuto a terra presso il cimitero della città.

Dopo averci lasciato la prova provata della totale mancanza di controllo sulle elezioni svolte, la persona si è dileguata dicendoci di non voler avere alcun tipo di problema e di essere sicuro che, in mani nostre, la scheda elettorale avrebbe avuto la giusta risonanza.

Non abbiamo perso tempo. Ci siamo recati presso le emittenti locali le quali (tre su quattro), hanno ripresto la scheda e registrato le dichiarazioni di chi scrive.

Coloro che si sono dimostrate poco interessate sono state un'emittente locale è Rai 3 regione che, attraverso il suo corrispondente foggiano, ha ritenuto l'accaduto cosa di poco conto in quanto la scheda non presentava né il timbro della sezione di appartenenza, né alcun segno di votazioni e/o preferenza.

Abbiamo fatto notare che le suddette mancanze non giustificavano il ritrovamento della scheda presso il cimitero locale, anzi, detto ritrovamento comprovava le voci che si erano levate da più parti circa la mancanza di controlli, la sparizione di voti reclamati da diversi condidati consiglieri ed un ingiustificato e prudente silenzio da parte delle autorità competenti, compresa la magistratura, alle quali erano giunti gli esposti di altre persone che avevano già ritrovato altre schede elettorali abbandonate un pò ovunque. Ma al corrispondente Rai, la cosa non gli è sembrata meritevole di attenzione. Forse era troppo intento a scovare le puttane di Berlusconi, cosa che danno maggiore audience  e che attraggono maggiormente l'attenzione del popolino-comare.

A parte i soliti personaggi che amano copiare il gesto delle tre scimmie pur di non scavare a fondo di un problema che, con tutta probabilità, potrebbe vedere la diretta responsabilità della commissione elettorale centrale, oltre alla responsabilità diretta di ignoti che hanno messo in atto un preciso disegno criminale infiltrandosi fin dentro le sezioni per poter manipolare schede e risultati, c'e' da dire che le autorità locali, nonostante avessero avuto già altre segnalazioni in merito, hanno cercato solo di mettere a tacere la questione.

Noi, invece, abbiamo fatto i passi opposti, ovvero quelli che si rendevano necessari al fine di mettere a conoscenza la popolazione di quanto stava succedendo.

Prima di "tentare" di consegnare la suddetta scheda alle autorità competenti, infatti, abbiamo voluto dare notizia pubblica di quanto accaduto, consci del fatto che questa nostra azione potrebbe metterci sotto una luce assai negativa nei confronti di chi ha progettato sparizione e distruzione delle schede elettorali le quali, invece, continuano ad essere rinvenute in ogni luogo.

Ci siamo trovati, insomma ad una situazione che avevamo sempre pensato accadessero solo nel cosiddetto "terzo mondo" dove vi sono sono dittatori che usano le elezioni come mezzo farsa per essere rieletti. Eppure, nonstante le migliaia di chilometri che ci dividono dalle zone non "democraticizzate", anche in Italia avvengono le stesse assurdità.

A questo punto due sono le cose: o siamo anche noi un paese da terzo mondo, o questa tanto decantata democrazia non è mai stata tale ma ha celato una dittatura che si fa sempre più spavalda e spregiudicata, tanto da non avere neache più l'accortezza di far sparire in maniera silenziosa e sicura i propri misfatti.

O forse, terza ipotesi, siamo arrivati al punto in cui chi comanda è la criminalità organizzata, la quale è arrivata ad ottenere un potere di controllo talmente forte e capillare da prendere il posto delle autorità incapaci di far rispettare regole, leggi e diritti dei cittadini.

Comunque sia, dopo aver dato notizia alle tre emittenti locali ci siamo recati presso la locale questura per ottemperare i nostri doveri di cittadini e per denunciare l'accaduto anche in qualità di diretti interessati, visto che il nostro movimento compare anche nella circoscrizione relativa alla scheda trovata.

Ma gli uffici D.I.G.O.S. erano chiusi e pertanto dovremo ritornare domani mattina per consegnare quanto ci è stato, a nostra volta, dato dal misterioso visitatore. Intanto siamo detentori di una prova materiale di un crimine commesso, prova della quale ci dobbiamo fare forzatamente garanti, con tutte le conseguenze penali del caso. Altra agghiacciante situazione che va a sommarsi a quella principale.

E se non è questo un paese da terzo mondo lasciato all'abbandono totale, vorremmo sapere, allora, cosa si intende per tale.

Quanto è accaduto non ci farà desistere dall'andare in fondo a questa vicenda.  Non ci fermeremo alle formalità che l'ufficio politico della questura metterà in atto. Abbiamo intenzione, infatti, di presentare una denuncia querela nei confronti della commissione elettorale centrale che non ha provveduto ad espletare i propri compiti in casi come questi, nè ha messo a conoscenza i candidati sindaci della situazione avveratasi circa la sparizione delle schede elettorali, anzi, la suddetta commissione ha continuato a sostenere la regolarità dello spoglio e del conteggio dei voti. Ci chiediamo se esitono verbali di sezione in cui si riscontrano mancanze di schede ed, in tal caso, i motivi delle loro sparizioni. Ci chiediamo, anche, se il numero totale delle schede elettorali presenti all'inizio delle votazioni, risulta essere lo stesso anche dopo la chiusura dei seggi ed a conteggio dei voti terminato.

Per quanto sopra descritto ci rivolgeremo direttamente al Ministero dell'Interno spedendo copia di quanto ci verrà lasciato dalla questura, oltre alle fotografie che vengono qui pubblicate e che ritraggono la scheda in oggetto.

E' probabile che nulla si muoverà, ma almeno avremo bussato a tutte le porte conosciute.

Al momento, pare che gli unici vincitori di queste elezioni amministrative tenutesi a Foggia siano stati l'omertà e la mafia. Alla faccia della democraticità del voto e del diritto di espressione politica da parte dei cittadini.

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mercoledì, 10 giugno 2009

Elezioni amministrative 2009 - Foggia

E' stata la prima volta che ci siamo presentati ad una elezione. E' stata la prima volta che il nostro simbolo, il nostro credo fascista, ha sfondato i muri dell'omertà, del silenzio e dell'antifascisto ottuso.

Il lavoro di propaganda politica che abbiamo portato avanti per mesi ha dato risultati soddisfacenti, ma soprattutto, contenuti entro le previsioni che ci eravamo fatti rimanendo con i piedi per terra, senza false illusioni o inutili speranze.

201 voti, pari al 0,22% possono sembrare pochi. Ma se si analizzano i contorni di questo dato ci si accorge che la percentuale ottenuta è importante e che qualcosa è iniziato a muoversi.

La maggior parte dei voti sono arrivati da persone a noi sconosciute, che hanno appreso della nostra esistenza grazie all'interessamento, (obbligato) dei media locali.

Finalmente siamo riusciti a sganciarci dalla connessione che molti facevano tra noi e Forza Nuova, scambiandoci spesso come appartenenti a quest'ultima organizzazione politica.

Senza la propaganda elettorale, non saremmo mai riusciti a far capire alla gente che siamo un'entità politica completamente diversa e che non esiste alcun legame con le altre, a qualsiasi genere appartengano.

Propaganda elettorale, quindi, che ha segnato e sancito la nostra presenza sul territorio. Una presenza fascista, come spesso abbiamo ripetuto davanti alle telecamere ed ai giornalisti, cosa che ci ha attirato contro le ire di rifondaioli e antifascisti prezzolati verso i quali, in seguito, abbiamo avuto modo di dire, sempre attraverso le televisioni locali, ciò che pensavamo di loro mettendoli al loro posto.

201 voti in una terra come quella foggiana, dove tutto si muove per conoscenze, amicizie, parentele e pagamenti sottobanco, sono un risultato che lasciano sperare ottime possibilità di riuscita politica e sociale. Quei voti anonimi rappresentano la volontà della gente che vuole cambiare la propria vita e quella della città in cui vive, che vuole vivere in maniera degna, che non vuole nascondersi dietro conoscenze e parentele per poter ottenere ciò che deve essergli dato di diritto, e non per gentile concessione.

Leggendo su altri forum gli interventi che sono stati fatti da diversi camerati circa le parole professate dai soliti noti della politica, (Romagnoli e Fiore in testa), durante la campagna elettorale europea, abbiamo riscontrato in tutti la stessa lamentela, quella di non aver mai sentito proferire da costoro la parola "fascismo". Noi questo lo abbiamo fatto ogni volta che ci capitava l'occasione. E le prove verranno presto pubblicate sulla nostra TV streaming.

Una posizione, la nostra, che è stata ammirata ed invidiata da tanti, persino da alcuni candidati sindaci nonostante i risultati che abbiamo ottenuto.

Ciò che non ha permesso un miglior risultato è stato il decennale metodo del favoritismo, del clientelismo e della passiva accettazione delle disgrazie politiche dalle quali Foggia non riesce a liberarsi. E così, ancora una volta, hanno avuto la meglio coloro che per anni hanno saccheggiato e depredato l'economia locale, le casse del comune e la dignità di una città ormai in agonia.

Sappiamo per certo che ci hanno votato socialisti, marxisti - leninisti, persone che con il fascismo hanno avuto poco o niente a che fare. Questi dati ci confortano perché anche nel passato il fascismo ebbe al proprio interno persone legate ad altri movimenti e ideologie che riconobbero la genuinità e la trasparenza delle idee di Mussolini.

Potevamo fare di più, ma ci voleva più tempo. Pochi ci conoscevano e molti, come abbiamo detto, credevano facessimo parte di ben altra organizzazione.
Ora, però, il rappresentante nazionale del Nuovo Ordine Nazionale è una delle dieci persone maggiormente conosciute in Foggia. E questo potrà accelerare notevolmente la nostra conquista territoriale in campo politico e sociale.

Per il N.O.N. la campagna elettorale alla quale ha partecipato, ha avuto due obiettivi principali: la prima quella della presenza del nostro simbolo sulle schede elettorali che suffragasse, ancora una volta, la nostra legalità e liceità politica; la seconda quella della visibilità mediatica che solo una propaganda elettorale poteva darci a costi ridotti.

Abbiamo ottenuto entrambi, le mete sono state raggiunte. Non ce ne siamo prefisse altre perchè ben sapevamo quali problematiche dovevamo prima superare. Ma ora, quei problemi sono superati e ci aspetta, finalmente, un lavoro da poter fare alla luce del sole e con la certezza della nostra identità pubblica.

E' adesso che inizia la lotta politica. E' da questo momento che il Nuovo Ordine Nazionale inizia ufficialmente e pubbblicamente il proprio operato.

Da questo momento non è più concesso sbagliare o mancare. Da ora in poi le nostre attività devono essere incessanti e costanti per rimarcare la nostra presenza, per difendere i nostri spazi e per conquistare ulteriori capacità di manovra.

In ultimo, non potevano mancare i latrati dei centri sociali e dei disadattati antifascisti, che hanno visto il nostro risultato elettorale come un fallimento. A costoro è difficile far compredere che 201 un voti sono maggiori dello zero che prima avevamo come base di partenza.

Ma se è difficile per loro comprendere questo elementare dato matematico, è facile per noi, di contro, capire che è meglio per loro guardare ai risultati altrui, perchè se dovessero prendere in considerazione i loro capirebbero di avere problemi di sopravvivenza nettamente maggiori rispetto ai nostri.

Per noi si apre una nuova era generazionale, un fascismo rinnovato e rinnovatore, capace di vivere all'interno delle leggi esistenti, così come ci venne indicato ed insegnato dallo stesso Mussolini nel suo testamento: "I fascisti che rimarranno fedeli ai principii dovranno essere cittadini esemplari. Essi dovranno rispettare le leggi che il popolo vorrà darsi e cooperare lealmente con le autorità legittimamente costituite per aiutarle a rimarginare nel più breve tempo possibile le ferite della patria. Chi agisce diversamente dimostrerebbe di ritenere la patria non più patria quando si è chiamati a servirla dal basso. I fascisti, insomma, dovranno agire per sentimento, non per risentimento. Dal loro contegno dipenderà una più sollecita revisione storica del fascismo, perchè adesso è notte, ma poi verrà giorno.

Per noi è iniziata una nuova era, quella del riscatto politico e della fascistizzazione delle masse. Per gli altri, con tutta probabilità, è prossimo il definitivo ed eterno tramonto.
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mercoledì, 10 giugno 2009

Votazioni amministrative 2009 - Foggia -

E' stata la prima volta che ci siamo presentati ad una elezione. E' stata la prima volta che il nostro simbolo, il nostro credo fascista, ha sfondato i muri dell'omertà, del silenzio e dell'antifascisto ottuso.

Il lavoro di propaganda politica che abbiamo portato avanti per mesi ha dato risultati soddisfacenti, ma soprattutto, contenuti entro le previsioni che ci eravamo fatti rimanendo con i piedi per terra, senza false illusioni o inutili speranze.

201 voti, pari al 0,22% possono sembrare pochi. Ma se si analizzano i contorni di questo dato ci si accorge che la percentuale ottenuta è importante e che qualcosa è iniziato a muoversi.

La maggior parte dei voti sono arrivati da persone a noi sconosciute, che hanno appreso della nostra esistenza grazie all'interessamento, (obbligato) dei media locali.

Finalmente siamo riusciti a sganciarci dalla connessione che molti facevano tra noi e Forza Nuova, scambiandoci spesso come appartenenti a quest'ultima organizzazione politica.

Senza la propaganda elettorale, non saremmo mai riusciti a far capire alla gente che siamo un'entità politica completamente diversa e che non esiste alcun legame con le altre, a qualsiasi genere appartengano.

Propaganda elettorale, quindi, che ha segnato e sancito la nostra presenza sul territorio. Una presenza fascista, come spesso abbiamo ripetuto davanti alle telecamere ed ai giornalisti, cosa che ci ha attirato contro le ire di rifondaioli e antifascisti prezzolati verso i quali, in seguito, abbiamo avuto modo di dire, sempre attraverso le televisioni locali, ciò che pensavamo di loro mettendoli al loro posto.

201 voti in una terra come quella foggiana, dove tutto si muove per conoscenze, amicizie, parentele e pagamenti sottobanco, sono un risultato che lasciano sperare ottime possibilità di riuscita politica e sociale. Quei voti anonimi rappresentano la volontà della gente che vuole cambiare la propria vita e quella della città in cui vive, che vuole vivere in maniera degna, che non vuole nascondersi dietro conoscenze e parentele per poter ottenere ciò che deve essergli dato di diritto, e non per gentile concessione.

Leggendo su altri forum gli interventi che sono stati fatti da diversi camerati circa le parole professate dai soliti noti della politica, (Romagnoli e Fiore in testa), durante la campagna elettorale europea, abbiamo riscontrato in tutti la stessa lamentela, quella di non aver mai sentito proferire da costoro la parola "fascismo". Noi questo lo abbiamo fatto ogni volta che ci capitava l'occasione. E le prove verranno presto pubblicate sulla nostra TV streaming.

Una posizione, la nostra, che è stata ammirata ed invidiata da tanti, persino da alcuni candidati sindaci nonostante i risultati che abbiamo ottenuto.

Ciò che non ha permesso un miglior risultato è stato il decennale metodo del favoritismo, del clientelismo e della passiva accettazione delle disgrazie politiche dalle quali Foggia non riesce a liberarsi. E così, ancora una volta, hanno avuto la meglio coloro che per anni hanno saccheggiato e depredato l'economia locale, le casse del comune e la dignità di una città ormai in agonia.

Sappiamo per certo che ci hanno votato socialisti, marxisti - leninisti, persone che con il fascismo hanno avuto poco o niente a che fare. Questi dati ci confortano perché anche nel passato il fascismo ebbe al proprio interno persone legate ad altri movimenti e ideologie che riconobbero la genuinità e la trasparenza delle idee di Mussolini.

Potevamo fare di più, ma ci voleva più tempo. Pochi ci conoscevano e molti, come abbiamo detto, credevano facessimo parte di ben altra organizzazione.
Ora, però, il rappresentante nazionale del Nuovo Ordine Nazionale è una delle dieci persone maggiormente conosciute in Foggia. E questo potrà accelerare notevolmente la nostra conquista territoriale in campo politico e sociale.

Per il N.O.N. la campagna elettorale alla quale ha partecipato, ha avuto due obiettivi principali: la prima quella della presenza del nostro simbolo sulle schede elettorali che suffragasse, ancora una volta, la nostra legalità e liceità politica; la seconda quella della visibilità mediatica che solo una propaganda elettorale poteva darci a costi ridotti.

Abbiamo ottenuto entrambi, le mete sono state raggiunte. Non ce ne siamo prefisse altre perchè ben sapevamo quali problematiche dovevamo prima superare. Ma ora, quei problemi sono superati e ci aspetta, finalmente, un lavoro da poter fare alla luce del sole e con la certezza della nostra identità pubblica.

E' adesso che inizia la lotta politica. E' da questo momento che il Nuovo Ordine Nazionale inizia ufficialmente e pubbblicamente il proprio operato.

Da questo momento non è più concesso sbagliare o mancare. Da ora in poi le nostre attività devono essere incessanti e costanti per rimarcare la nostra presenza, per difendere i nostri spazi e per conquistare ulteriori capacità di manovra.

In ultimo, non potevano mancare i latrati dei centri sociali e dei disadattati antifascisti, che hanno visto il nostro risultato elettorale come un fallimento. A costoro è difficile far compredere che 201 un voti sono maggiori dello zero che prima avevamo come base di partenza.

Ma se è difficile per loro comprendere questo elementare dato matematico, è facile per noi, di contro, capire che  è meglio per loro guardare ai risultati altrui, perchè se dovessero prendere in considerazione i loro capirebbero di avere problemi di sopravvivenza nettamente maggiori rispetto ai nostri.

Per noi si apre una nuova era generazionale, un fascismo rinnovato e rinnovatore, capace di vivere all'interno delle leggi esistenti, così come ci venne indicato ed insegnato dallo stesso Mussolini nel suo testamento: "I fascisti che rimarranno fedeli ai principii dovranno essere cittadini esemplari. Essi dovranno rispettare le leggi che il popolo vorrà darsi e cooperare lealmente con le autorità legittimamente costituite per aiutarle a rimarginare nel più breve tempo possibile le ferite della patria. Chi agisce diversamente dimostrerebbe di ritenere la patria non più patria quando si è chiamati a servirla dal basso. I fascisti, insomma, dovranno agire per sentimento, non per risentimento. Dal loro contegno dipenderà una più sollecita revisione storica del fascismo, perchè adesso è notte, ma poi verrà giorno.

Per noi è iniziata una nuova era, quella del riscatto politico e della fascistizzazione delle masse. Per gli altri, con tutta probabilità, è prossimo il definitivo ed eterno tramonto.

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giovedì, 21 maggio 2009

Casa Pound Foggia ed i primi calori estivi.

Sul sito di un giornale locale foggiano, Casa Pound Foggia ha commentato così una nostra iniziativa che era stata articolata dal giornalista del settimanale "Foggia&Foggia":

Lo Stile uno o lo ha o non lo si dà...STESSI identici luoghi in cui lo facemmo NOI di Casa Pound.Stesso quantitativo(200 kg)in stesse modalità(400 pagnottele da mezzo kg)...diverso peró il senso.E questo ci offende e ci indigna di piú.Una iniziativa pensata come provocazione contro il caro-vita,duplicata in modo demagogico e svilente per 'promozione' elettorale....del resto,ha ragione chi dice che le iniziative non hanno copyright.E il ridicolo,nemmeno per fortuna.E il N.O.N non ce ne voglia,ma di questo si é coperto....

Qui di seguito la nostra obbligatoria risposta:

Che gli attacchi arrivino dal fronte della sinistra è cosa scontata e risaputa. E siamo sempre pronti ad affrontarli e respingerli come regole comandano. Ma che i colpi arrivino dalle spalle, come memoria partigiana ci tramanda, è cosa che lascia svilito anche il più ardito dei combattenti.
Le iniziative popolari non hanno matrici, nè monopoli. Tanto meno possono essere contrassegnate da colori, divise, simboli, movimenti o partiti.Ogni iniziativa positiva nei  confronti del popolo dovrebbe essere sempre ben vista, incoraggiata e, in certi casi, continuamente ripetuta, senza che vi siano imposizioni di limiti di alcun genere.
Per decenni la sinistra ha carpito il monopolio delle maestranze e dei ceti sociali, facendo credere di avere in tasca la risoluzione di tutti i problemi. Ed il risultato è sotto gli occhi di tutti.
Ora che la sinistra ha perso potere politico e continua a decimarsi tra mille rivoli partitici, perdendo aggangi anche con il popolo ed i lavoratori, sorgono nuovi dei che cercano di mettere le loro bandierine ad indicare territorialità e grandi iniziative popolari chiedendone l'esclusiva al pari della sinistra bigotta, cieca e prevaricatrice di ieri.
Ci chiediamo se Casa Pound Italia di Foggia abbia perso il bene dell'intelletto non capendo che certe affermazioni pubbliche non chiariscono fraintendimenti o incomprensioni ma foraggiano l'ilarità di una sinistra foggiana sempre sghignazzante e pronta a creare un "casus belli" ad ogni occasione, o se dopo aver preso intese con il PDL, inserendo propri elementi nelle liste del suddetto partito in cambio del solito piatto di lenticchie, (che si riduce alla palestrina sgangherata socialmente inutile), sta pensando di prendere accordi anche con rifondazione comunista e tutti i piccoli satelliti che l'attorniano. Forse la garanzia di ottenere qualche altro loculo rabbonitore dal quale scrivere l'inconcretezza della propria visione politica è riuscita a fare anche questo miracolo. 
I toni della nostra risposta sono tali perchè nelle parole scritte da Casa Pound Foggia vi sono volute falsità ed omissioni che ci indignano al pari delle parole di matrice comunista quando omettono e falsificano storia e politica attuale.
E allora è bene che si faccia chiarezza e che la verità venga a galla. Ben prima della campagna elettorale il Nuovo Ordine Nazionale invitò presso la propria sezione di Foggia i rappresentanti di Casa Pound Foggia per proporre azioni politiche e sociali in reciproca  collaborazione. Ci venne dato il consenso ma, all'atto pratico tale consenso rimase solo verbale. Motivi vari, tutti scaturenti da Casa Pound, impedivano ogni possibile azione politica. A quel punto, dopo mesi di inerzia comunicammo, (con ben oltre sette mesi di anticipo dall'attuazione), che presto avremmo approntato un banchetto per distribuire il pane. Ci venne detto che Casa Pound non disponeva, al momento,(ma così fu anche in segutio), di adeguate risorse economiche, ma ci indicò il panettiere che, a buon prezzo, ci avrebbe dato quanto avremmo distribuito. Durante i sette mesi antecedenti la distribuzione, dal fronte Casa Pound Foggia regnò il silenzio. Si fecero vivi dopo, dicendoci, più o meno, le cose fuori luogo che hanno qui ripotato, (motivo in più per evitare inutili isterismi pubblici). Davanti a questa verità dovremmo essere noi i ridicoli.
Esiste solo un problema nella mente di chi si mette dietro cattedre troppo grandi: La mancanza di coerenza
Se non mancasse proprio in coloro che vorrebbero insegnarla, si riuscirebbero ad evitare figure meschine come quelle pubblicamente autoprodotte da Casa Pound Foggia.

I primi calori estivi iniziano a farsi sentire!

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domenica, 10 maggio 2009

E' fatta!

E' di pochi minuti fa la notizia pervenutaci dalla Commissione Elettorale di Foggia. La lista del Nuovo Ordine Nazionale è stata accettata, con tanto di simbolo integralmente riportato come nostro contrassegno ufficiale.

Dopo oltre 60 anni di ghettizzazione ritorna, nell'ambito della vita politica cittadina, un movimento dichiaratamente fascista che ha avuto il coraggio di definirsi tale da sempre.

Ora siamo in piena campagna elettorale. Certo, non ci aspettiamo grandi risultati, anche perché la nostra politica cittadina è iniziata da poco, e poche sono le persone che, ad oggi, ci conoscono.

Ma la decisione della Commissione di ammetterci alla competizione elettorale è, per noi, già una vittoria importante.

Speriamo, ora, di poter fare qualcosa anche per i cittadini di Foggia per i quali il nostro movimento intende lavorare creando un ambiente sociale completamente diverso da quello attuale e completamente distante dalle regole che, fino ad oggi, hanno creato solo confusione, sperpero di denaro pubblico ed il totale disinteressamento dei problemi dei cittadini.

Una nuova era sta nascendo? Lo speriamo vivamente. Per il momento ci godiamo la vittoria che attendevamo, ovvero quella di vedere il nostro simbolo, con tanto di fascio repubblicano, sui manifesti comunali e sopratutto, sulle schede elettorali.
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giovedì, 07 maggio 2009

Viltà e meschineria

Ancora una volta i nuovi partigiani, quelli che si barricano dentro i centri sociali foggiani dai quali escono spesso armati di bombolette spray e birra, hanno dimostrato la loro dose di vigliaccheria e meschinità.

Questa volta hanno colpito un luogo dove comunemente si incontrano i militanti del Nuovo Ordine Nazionale, Forza Nuova e Casa Pound Italia. E' un posto pubblico, sulla strada, aperto a tutti, dove c'e' un piccolo bar nel quale, di tanto in tanto, si incontrano anche i coraggiosi militanti anarchico-comunisti.

Un luogo, quindi, dove la predominanza è quella della nostra cosiddetta area, ma che è anche luogo per chiunque, senza alcuna discriminazione o intolleranza politica.

Nonostante la pacifica "convivenza" gli eroici partigiani del terzo millennio, qualche notte fa, hanno atteso la chiusura del locale pubblico e la nostra assenza per imbrattare i muri con il solito spray, ormai diventata parte integrante del loro essere fisico.

"Antifa", "fasci dovete morire", offese a persone i cui nomi sono stati scritti deliberatamente sui muri, indicando chiaramente, così, una conoscenza approfondita di coloro che sono i loro antagonisti politici, è stato ciò che hanno lasciato dopo la loro vandalica presenza.

Un'attacco idiota e sconsiderato che è stato valutato in maniera diversa dal solito da parte ci tutta la cosiddetta area a cui apparteniamo.

L'obiettivo, infatti, oltre ad essere stato quello rivolto all'indirizzo di alcune persone è stato anche, e soprattutto, quello di colpire tutti noi.

Gli eroi che hanno avuto l'enorme coraggio di scrivere di nascosto sui muri, (ed è qui che scatta la vigliaccheria partigiana che i centri sociali hanno ereditato nel tempo e nel loro modo di fare politica), sono gli stessi individui che si incontrano quasi ogni domenica allo stadio con le tifoserie vicine agli ideali dei movimenti che noi tutti rappresentiamo.

Gente che si mette a distanza di meno di due metri da coloro che poi citano sui muri con le loro bombolette. Vigliacchi che non proferiscono verbo e che si fingono inermi, guardando con un occhio la partita, e con l'altro l'individuo da colpire, purchè l'atto sia compiuto sempre e rigorosamente alle spalle.

Allo stadio, i coraggiosi nuovi partigiani, oltre a rimanere nel loro metro quadrato, non si azzardano neanche a tirare fuori le loro armi spray. Stanno in religioso e rispettoso silenzio politico, scrutando la partita ed il loro vuoto mentale.

Di notte, invece, nel silenzio che li circonda e nella totale assenza di qualsiasi essere vivente, mettono in mostra il loro ardito coraggio, sfoderando armi spray e tanta precoce senilità.

L'azione compiuta poche notti addietro è l'ultima di una serie che ha visto colpite più volte la sezione del Nuovo Ordine Nazionale e quella di Forza Nuova. Ed ogni volta, la pazienza e la tolleranza della militanza, hanno graziato gli eroi dei centri sociali.

Probabilmente la loro vigliaccheria è già sufficiente a ripagarci delle azioni che abbiamo subito. O forse, tale fetida moneta, cominica a non essere più sufficiente.

La loro meschinità, invece, sancisce in maniera definitiva la loro essenza.
Sul forum nel quale gli eroici anarchico comunisti si ritrovano, qualcuno di noi è andato a chiedere i motivi per i quali non hanno rivendicato l'azione, visto e considerato che ogni volta che succede un fatto di sangue in Italia, costoro pretendono la nostra rivendicazione, anche se il fatto è da attribuire a persone che con la politica non hanno nulla a che fare.

La risposta è stata semplice: non sapevano neppure a cosa stessimo riferendoci.
Eppure stiamo parlando di una città come Foggia, dove uno sputo viene saputo anche da chi abita dalla parte opposta della città. Stiamo parlando anche di persone che dicono di essere sempre in mezzo alla strada e che si sa, per certo, che frequentano anche il luogo dell'accaduto.

Eppure non sanno nulla, dicono. Non sanno, non c'erano, e se c'erano dormivano.

E, così dicendo, pensano di essersi tolti dalle spalle le loro responsabilità

Oltre ad essere vigliacchi e meschini, gli eredi politici e morali della morte di decine di milioni di persone, si sono dimostrati anche degli illusi.
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domenica, 26 aprile 2009

Venticinque Aprile

Ancora una volta il circo del venticinque aprile, dopo aver divertito i soliti spettatori, peraltro sempre meno numerosi, sta smontando le tende ed i palchi.

Ancora una volta le massime autorità dello Stato, quelle che ostentano dimostrazioni di buonismo, accoglienza, benevolenza verso tutti, senza distinzione di sesso, razza e religione, hanno affermato che la festività circense deve essere un valore di democrazia e libertà per tutti.

Ancora una volta, dal calderone composto dalla bontà, quasi divina, dei nostri poltici sono stati esclusi i caduti della Repubblica Sociale Italiana.

Democrazia per tutti, si, ma non per i fascisti, vecchi o nuovi che siano.
Libertà per ogni essere umano, certo, ma non per coloro che hanno dimostrato di non volersi sottomettere ad una cultura fatta di menzogne, manipolazioni storiche, di cinismo, di ipocrisia e di falso perbenismo e moralismo.

La ricorrenza odierna doveva essere sentita da tutti. Lo hanno detto il comunista Giorgio Napolitano ed il nuovo leader dei Ds Franceschini, scopertosi anch'egli di sinistra dopo aver passato anni di militanza nella Democrazia Cristiana. Ma sono stati fatti subito dei distinguo. Una cosa è essere stati partigiani, altra è aver combattuto nella RSI.

Per i reduci di Salo, per quei combattenti che hanno creduto in una causa diversa, questa democrazia non vuole dare loro pace. Non vuole riconoscerli, prima che soldati, esseri umani.

Nessuna commemorazione, nessun giorno particolare, nessun riconoscimento è stato conferito a chi morì davvero per la Patria, sapendo di dover morire e sapendo di combattere una guerra ormai persa. Lo hanno fatto per pazzia? Perché non potevano infoltire le bande partigiane? O perché avevano interessi economici o personali? Niente di tutto questo. I soldati della RSI hanno combattuto fino alla morte, o rischiando la propria vita, per valori completamente sconosciuti ai partigiani vincitori. Valori fatti di dignità, di amore per la patria, di estremo sacrificio donato all'ideale per la forza nella quale in esso si è creduto.

Ma gloria ai partigiani, le cui fila crescevano man mano che la guerra volgeva al termine e cancellazione della memoria per coloro che venivano decimati nello stesso arco di tempo.

I partigiani, hanno detto le autorità di Stato, hanno contribuito enormemente alla liberazione dal nazifascismo. Altra farsa, altra burla da dare in pasto alle menti antifasciste che ancora credono davvero in questa menzogna.

Le bande partigiane sono state le uniche che infoltivano le loro schiere nel corso della guerra mentre, di contro, gli eserciti di ambo gli schieramenti perdevano uomini. Un dono divino forse? Una moltiplicazione dei pani e dei pesci concessa solo ai partigiani perchè portatori di quella tanto decantata democrazia basata sulle Foibe, sui tribunali del popolo, sugli stupri di donne e bambine, sul massacro indiscriminato di uomini, sulla fucilazione o la sparizione di padri, madri, fratelli, sorelle, figli?

La farsa del venticinque aprile è una messa in scena raccapricciante, utile solo al potere cosiddetto "democratico". Un potere che ha dimostrato la necessità di adottare metodi peggiori di quelli adotatti dal fascismo pur di sopravvivere, che ha commissionato stragi ed omicidi alla destra quanto alla sinistra.

Venticinque aprile, una data che mortifica la dingità di una nazione i cui rappresentanti dell'epoca sono, prima scappati con i calzoni calati, sgomitando sulla passerella della nave che doveva portarli in salvo, e poi si sono venduti agli americani, al sionismo e alla criminalità mafiosa.

La democrazia italiana è composta da sempre da questi tre principali pilastri. Dal '45 in poi l'Italia è caduta serva dell'America, imprigionata dall'economia sionista e comandata dalla criminalità mafiosa, all'interno della quale hanno dimorato tanto i politici di ieri, quanto il maggior numero dei politici di oggi.

2009. Venticinque aprile. Ancora una volta è stato elevato l'urlo della belva sanguinaria che ha ammazzato i propri fratelli e che ha sancito nuovamente la differenza tra vinti e vincitori. Una festa di tutti, ha detto il comunista Giorgio Napolitano, purchè partigiano, possibilmente comunista, purché servo del sistema a cui, anche quei politici che una volta erano a noi vicini, si sono assoggettati supinamente, lasciando allo sbando chi ha mantenuto fede al proprio Credo ideologico.

Oggi, venticinque aprile 2009, ancora una volta i fascisti piangono i loro morti, certi che verrà il giorno del riscatto e della verità.
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domenica, 12 aprile 2009

... e la verogna continua.

Non solo il Comune di Foggia, ma anche la Croce Rossa Italiana locale si è messa di traverso cercando di bloccare la nostra iniziativa rivolta agli abitanti abruzzesi.

Ma andiamo per ordine. Dopo quattro giorni di attesa, ,l'annona, (il reparto del comune che rilascia le autorizzazioni per l'occupazione del suolo pubblico), si è sveglaito dal suo torpore ed ha concesso, finalmente, i rimasugli dei giorni che avevamo stabilito per raccogliere i fondi di solidarietà.

Ci è stataconcessa la piazza antistante la Villa Comunale. Ci siamo recati, quindi, la mattina di sabato sulla piazza predestinata accorgendoci dell'ennesima presa in giro. Nella stessa piazza si era già insediata la Protezione Civile con due mezzi ed una tenda che stava svolgendo lo stesso compito che ci eravamo prefissi. Saremmo stati, quindi, un inutile "doppione" di quanto stavano già svolgendo altri enti.

Poi, con uno sguardo veloce, abbiamo constatato la presenza di ambulanti, ovviamente senza alcun permesso, che occupavano ogni angolo della piazza, compreso quello che era stato destinato al N.O.N.

Una telefonata, a questo punto, era d'obbligo. Anche perchè, strano ma vero, la DIGOS, che di solito controlla ogni nostro movimento, era assente, o forse, era così bene nascosta che non si riusciva a trovarla.

Per farla breve, abbiamo chiamato i Vigili Urbani, non tanto per far spostare gli abusivi che vendevano di tutto, quanto per chiedere la possibilità di spostarci in un'altra piazza, presente nelle vicinanze, onde evitare di far cadere la nostra iniziativa nell'inutilità.

Dopo un primo momento di tentennamento, i Vigili Urbano ci hanno concesso lo spostamento e, finalmente, abbiamo diposto il nostro gazebo su una piazza attigua, ma libera.

Ormai, la mattinata era quasi del tutto passata. Un'ora e mezza di presenza e poi a casa. Siamo ritornati alle 17:00, come previsto anche dal permesso richiesto, ed abbiamo riposizionato il nostro gazebo.

Ma passati pochi minuti, ecco arrivare un altro problema ed un'altra presa in giro sotto forma di solerte "funzionaria" della Croce Rossa Italiana che, tutta impettita e piena di se, ha cominciato a farci domande varie tra le quali quella relativa al " permesso". Credendo che si riferisse al permesso comunale abbiamo dato risposta affermativa. Ma la signora tutta d'un pezzo, ha precisato che intendeva riferirsi al permesso della Croce Rossa.

A quel punto ci siamo guardati in faccia chiedendoci se la superwoman stava scherzando o se stesse facendo sul serio.

Faceva sul serio, eccome! Avremmo dovuto chiedere, secondo la miss, l'autorizzazione alla Croce Rossa per apporre sul nostro tabellone, presente vicino al gazebo, la dicitura "Croce Rossa Italiana".

Sono stati inutili i nostri tentativi nel cercare di far capire alla,"non si sa bene chi", che avevamo preventivamente telefonato ad un numero telefonico della suddetta associazione, presente sulle loro pagine internet, chiedendo espressamente se occorreva una autorizzazione per raccogliere fondi da destinare a loro e che ci era stato risposto che non c'era bisogno di alcun permesso particolare.

Abbiamo anche cercato di farle leggere quanto era scritto sul nostro tabellone, affinché comprendesse che non ci eravamo minimamente sognati di fare le veci della CRI. Tanto è vero che avevamo scritto queste testuali parole: " EMERGENZA ABRUZZO- Raccolta fondi pro terremotiati - Consegna alla Croce Rossa Italiana.

Nonostare questo, la sempre piu" petto in fuori e pancia in dentro" continuava a lagnarsi della presenza della scritta sul nostro tabellone, arrivando al punto di chiamare la centrale pugliese per chiedere un intervento, ci ha passato il suo preziosisismo cellulare ed abbiamo parlato telefonicamente con qualcuno di questi signori i quali ripetevano, con caparbietà, la stessa cosa che ci veniva poco gentilmente detto dalla 007 crocerossina.

In sintesi, secondo la CRI non potevamo nominare la predetta associazione, né dire cosa avremmo fatto con il ricavato.

Avremmo dovuto, forse, scrivere che il ricavato lo avremmo devoluto all'associazione innominabile? Avremmo dovuto dire che ci saremmo tenuti noi i soldi? Non lo sappiamo ancora bene.

Alla fine ce ne siamo fregati e abbiamo continuato il nostro lavoro di solidarietà e di raccolta fondi fino alla fine della giornata.

In poco meno di 4 ore e mezza abbiamo raccolto 160 euro che destineremo, come promesso, alla Croce Rossa Italiana, perchè possa usare questi soldi come meglio riterrà opportuno per il bene del nostri connazionali abruzzesi.

Un ricavato che è stato ottenuto combattendo con l'assenteismo dell'assessore, la negligenza del comune e la superbia della Croce Rossa.

Se li avessimo avuti tutti dalla parte di chi sta soffrendo, forse, avremmo potuto fare molto di più.
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sabato, 11 aprile 2009

Il N.O.N. e le elezioni amministrative 2009

Scendiamo in campo. Il Nuovo Ordine Nazionale si presenterà, da solo, alle prossime elezioni amministrative che si terranno il 6-7 giugno anche nella città di Foggia.

Dopo il distacco da Forza Nuova, causato dai comportamenti arroganti e presuntuosi del dirigente di turno, il N.O.N. ha avuto modo, in questi giorni, di prepararsi politicamente per poter affrontare serenamente e senza tante pretese, questa competizione pubblica.

Il nostro obiettivo primario è la presenza del simbolo sulle schede elettorali, cosa che garantirà un'ulteriore conferma di legalità dell'intero movimento e che ci permetterà di usufruire di una propaganda politica altrimenti difficile da attuare.

Oltre a questo, qualora un nostro militante dovesse avere l'opportunità di essere elette in Comune come consigliere, di certo non si rinuncerebbe all'incarico. Ma sappiamo anche quali sono le nostre forze economiche e quali le forze avversarie.

Ci aspettiamo anche una prima ricusazione da parte della Commissione elettorale riguardo al simbolo, in particolar modo per il fascio mazziniano che campeggia all'interno del logo. Nell'eventualità che ciò dovesse accadere, cercheremo di fare il possibile per non rimanere fuori dal gioco.
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Chi sono

Utente: SegreteriaNON
Nome: Giuseppe Martorana
Il Nuovo Ordine Nazionale non è un movimento qualunque. E' un movimento fascista. Non usiamo la violenza per divulgare le nostre idee, ci basta poter parlare con il popolo. Non siamo quelli che i partiti antifascisti, cosiddetti "democratici", dicono di noi, siamo l'esatto contrario. Non dobbiamo giustificare le nostre azioni passate perchè la storia insegnata è stata volutamente artefatta. Non crediamo nella democrazia partitocratica, ma in quella del singolo partito composto da correnti di pensiero. Non abbiamo come meta il potere politico, esso è solo una nostra tappa. Non crediamo nella necessità di allearsi con chi offre di più perchè riteniamo più importante l'ideale al quale si rifà l'alleato. Non aiutiamo i piccoli partiti del sistema a rimanere ancorati alle loro poltrone con alleanze elettorali che vengono sciolte subito dopo le avvenute votazioni, perchè riteniamo questi i principali fautori della nostra disgregazione politica. Non attacchiamo mai per primi, ma difendiamo fino all'ultimo le nostre idee. Non intendiamo combattere il sistema dall'interno, ma lottiamo affinchè esso venga fermato ed eliminato. Non abbiamo la protezione dei poteri politici, massonici e mafiosi, ma abbiamo il coraggio di affrontarli.


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